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"ARCOBALENO" PERCORSI DI TEATRO
MULTICULTURALE
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"ARCOBALENO" PERCORSI DI TEATRO MULTICULTURALE Martedì 17 aprile, L'ASSOCIAZIONE "MONDO
2000" in collaborazione con il COLLEGIO DEL MONDO UNITO DELL'ADRIATICO ha presentato presso
il Kulturni Dom di Trieste, al civico 4 di via Petronio, la performance "ARCOBALENO" PERCORSI DI
TEATRO MULTICULTURALE, incontro conclusivo dell'omonimo laboratorio. Il laboratorio multiculturale
"ARCOBALENO" realizzato all'interno di un progetto che ha ottenuto il contributo della Regione
Friuli Venezia Giulia (Servizio Politiche della Pace, Solidarietà e Associazionismo), si è svolto
con cadenza settimanale a partire dall'ottobre 2006 presso una sala prove messa a disposizione dal
Comitato Pace e Convivenza "Danilo Dolci" a Trieste. La direzione artistica è stata affidata al
regista Alessandro Marinuzzi. Il laboratorio ha visto la partecipazione di cinque studenti del
Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico (il sudafricano Elroy, il sino-canadese Yiliu, la lettone
Ance, la britannica Katy e l'uruguayana Ximena), e di Lara, studentessa presso il liceo
sloveno "F. Preseren" nonché di alcuni giovani immigrati residenti a Trieste (i senegalesi Papa,
Ibrahim e Mustafa, la rumena Alexandra, la moldava Vera).
La performance svoltasi presso la sala del terzo piano del Kulturni Dom ha combinato
suggestioni sonore e visive. I protagonisti vestiti di bianco hanno raccontato agli spettatori,
fatti accomodare sulle sedie distribuite in tutta la sala, la storia del loro arrivo a Trieste
attraverso canzoni della loro terra intervallate da monologhi e dialoghi multilingue. Un video
girato sul molo Audace, uno dei simboli della città, ha raccontato speranze e ideali dei
partecipanti, e ha aperto una finestra sul dialogo multiculturale che è stato uno dei temi
fondamentali di tutto il laboratorio, mostrando l'incontro tra gli studenti e gli immigrati e il
loro confronto su temi di attualità sociale.
L'incontro si è chiuso con una distribuzione di pane e una chiacchierata con il pubblico, per
spiegare lqa "straordinaria assenza" (come recita la locandina) dei giovani immigrati, che per i
tanti problemi legati alla loro condizioni di vita e di lavoro in Italia non hanno potuto essere
presenti in teatro.
Simone Sgarbossa (coordinatore del progetto)
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