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ALTRE INIZIATIVE
I Seminari estivi tenutisi dal 1996 al 2000 costituiscono un'iniziativa che, avviatasi
timidamente, ha assunto una fisionomia ben precisa. Le lezioni si sono svolte - tranne rari casi -
nei mesi di luglio e agosto e per cinque giorni consecutivi, trovando attuazione grazie ad un
sostegno particolare da parte del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico, nel momento in cui anche
le sistemazioni logistiche sono maggiormente disponibili, in quanto non utilizzate dagli
studenti.
I Seminari sono sostanzialmente delle masterclass con due valenze: da un lato, brevi
interventi, quasi dei contatti preliminari, per aprire nuove prospettive con artisti di chiara fama
ospitati per la prima volta nella nostra sede, e, su altro versante, "occasioni" per approfondire
di anno in anno alcuni repertori che la Scuola negli stages invernali non tratta.
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L'estate '96 ha visto la presenza - incentrata sul repertorio solistico mozartiano - del
violinista Franco Gulli, che affiancava i maestri del Trio di Trieste impegnati in brevi interventi
di cinque giorni consecutivi su ben precisi temi. Nel '97 accanto a De Rosa, Zanettovich, Baldovino
e Jones, si è inserita la presenza del Trio di Parma, quale complesso di ex allievi particolarmente
vicini al Trio di Trieste e demandati dai maestri a raccoglierne il testimone. Accanto a loro i
nomi del pianista Alexander Lonquich e del clarinettista Giuseppe Garbarino, quest'ultimo in veste
di concertatore di complessi da camera allargati, con fiati e voce.
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L'estate successiva si è aperta con il successo d'attenzione conquistato dal pianista
brasiliano Arnaldo Cohen (nella foto sopra) - al centro di un nutrito numeri di partecipanti - ed
ha visto l'impegno doppio del Trio di Parma (nella foto a fianco), attivo nella doppia veste
cameristica e prettamente strumentale, il che ha ampliato anche la fascia d' età delle presenze
alla Scuola Superiore di Duino.
Dall'estate 1999 i maestri del Trio hanno deciso di lasciare il campo agli "ospiti". Così
abbiamo avuto "in cartellone": l'estroverso pianista franco-canadese François-Joël Thiollier, il
violoncellista Franco Rossi (dell'indimenticabile Quartetto Italiano) per una lunga tranche sul
quartetto d'archi e, per finire - dopo la rinnovata presenza del Trio di Parma - il notissimo
soprano bulgaro Raina Kabaivanska, per il primo intervento della Scuola sul repertorio vocale. Nel
2000 sono stati ospiti il pianista austriaco Paul Badura-Skoda, nuovamente il violoncellista Franco
Rossi e come d’abitudine il Trio di Parma. Tanti "stimoli" per mantenere viva l'attenzione e per
offrire un aiuto in più alle nuove generazioni di musicisti sensibili all'approfondimento di
qualità.
(Fedra Florit) |
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DENTRO LA MUSICA - Antonino Riccardo Luciani
Correva l'anno 1989, quando l'on. Belci, allora Presidente del Collegio del Mondo
Unito dell'Adriatico, d'accordo con il Rettore Sutcliffe e dietro suggerimento di Renato
Zanettovich, mi invitarono a visitare il Collegio a Duino. In quel momento mi fu proposto di
"inventare" un cilo di lezioni-concerto per gli studenti (provenienti da tutto il mondo), ma aperto
anche alla popolazione di Duino e Trieste. Così ebbe inizio una serie di incontri a cui fu dato il
titolo di "dentro la musica". Si trattava di una sorta d'Analisi Musicale rivolta ad un pubblico
sia competente che neofita.
Gli incontri, dopo il primo anno, vennero spostati a Trieste. Troppo lungo sarebbe enumerare
la mole di opere prese in esame in questi dieci anni; basterà ricordare: Il Flauto Magico di
Mozart, I Maestri Cantori di Wagner, Orfeo di Gluck, Tristano e Isotta di Wagner, Rigoletto di
Verdi, Cenerentola di Rossini, il ciclo "Il concerto per pianoforte e orchestra dall'Ottocento ai
primi del Novecento", Mendelssohn e Goethe, il commento alla Nona Sinfonia di Beethoven, e poi
quartetti per archi, sinfonie, opere sinfonico-corali e un ciclo dedicato ai Lieder.
La calda partecipazione e l'efficiente collaborazione di tutti coloro che ho avuto vicino
(Corrado Belci, Claudio Gasparo, Maura Colomban e, ultimamente, Fedra Florit) hanno reso questo mio
impegno gradevole e gratificante, facendomi conoscere ed amare Trieste e la tradizionale cordialità
dei suoi abitanti.
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EDUCAZIONE MUSICALE NELLE SCUOLE SECONDARIE SUPERIORI
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"Fare musica" sul serio a contatto con gli studenti, che non sono gli abituali fruitori delle
iniziative concertisctiche, può apparire una specie di utopia, vista la quasi totale assenza
d'istruzione musicale nei programmi scolastici, specie negli istituti superiori. Infatti i giovani
di oggi, dopo il rapido trascorrere di alcune ore di educazione musicale nella scuola dell'obbligo,
sono lasciati in sostanza a se stessi, finendo con l'abbandonarsi alla ricerca di musiche di
consumo, per puro passatempo. La Scuola del Trio di Trieste con un programma di "Educazione
musicale" tenta, da oltre un quinquennio, di riempire questo vuoto. |
Su ideazione e realizzazione, in qualità di relatore, del prof. Fabio Venturin, dal 2001 ad
oggi sono state tenute 55 lezioni-concerto che hanno coinvolto oltre 2000 studenti triestini. Le
lezioni-concerto, realizzate nell'ambiente scolastico, si articolano dinamicamente tra spiegazioni
culturali, tecnica strumentale, curiosità ed aneddoti, nonché indicazioni di carattere
storico-musicale ed esecuzioni (con formazioni di allievi della Scuola del Trio di Trieste), prima
realizzate a frammenti tematici e poi nella loro integrità, in modo da far partecipare i giovani al
momento emozionale della musica. Le formazioni che si presentano al giovane pubblico sono
selezionate dai docenti della Scuola. Negli ultimi anni si è scelto di coinvolgere in
quest'iniziativa gli IB Music Scholars del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico
(studenti-borsisti selezionati per particolari capacità musicali che frequentano il Collegio del
Mondo Unito - per le materie curriculari - e la Scuola del Trio di Trieste - per il perfezionamento
strumentale e cameristico) sia in quanto coetanei sia per l'ulteriore arricchimento internazionale.
Il ciclo di lezioni-concerto si conclude con un concerto vero e proprio in una vera sala
da concerti. In quest'occcasione gli studenti si immergono in una realtà musicale dentro gli
schemi classici, ma completamente al di fuori della realtà musicale che quotidianamente vivono.
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